Facciata ventilata: funzionamento, vantaggi e problematiche da non sottovalutare

esempio di edificio con facciata ventilata

Cosa significa il termine facciata ventilata?

L’architettura di un edificio è una rappresentazione tangibile del dialogo tra l’ambiente interno ed esterno. Una delle componenti principali, che assume il ruolo di mediatore tra queste componenti, è rappresentata dalla facciata.

Essa non si limita solo a rappresentare l’aspetto estetico dell’edificio, ma assume un ruolo fondamentale nel determinare l’efficienza termica, la protezione acustica, e la gestione della luce e dell’aria.

In un’epoca in cui l’efficienza energetica e la sostenibilità sono al centro dell’attenzione, le facciate ventilate emergono come una delle soluzioni più all’avanguardia nel mondo dell’architettura contemporanea.

La facciata ventilata potrebbe essere quasi paragonata a una sorta di “abito sartoriale” ideato appositamente  per l’edificio in questione, concepito per proteggerlo e al contempo valorizzarne l’estetica.

A tutti gli effetti è un sistema di rivestimento esterno che, oltre a garantire un aspetto gradevole all’edificio, svolge una funzione fondamentale di barriera contro gli agenti atmosferici e sbalzi termici.

È come una seconda pelle, che salvaguarda l’edificio e migliora la qualità abitativa degli interni, contribuendo al benessere di chi vi abita.

Dietro il concetto di facciata ventilata c’è tutto un mondo fatto di ricerca, innovazione e desiderio di perseguire soluzioni sostenibili per l’ambiente.

Ma come si realizza, nella pratica, una facciata ventilata? Lo andremo a scoprire insieme, all’interno del prossimo paragrafo.

Come si realizza una facciata ventilata?

una tipica facciata ventilata moderna

La realizzazione di una facciata ventilata richiede un’accurata pianificazione e l’adozione di specifiche tecniche: si basa sostanzialmente su tre componenti fondamentali:

  • isolamento termico;
  • sottostruttura;
  • rivestimento esterno.

Isolamento termico

La parete esterna dell’edificio serve come base o supporto per il raggiungimento dello scopo.

Su questa, viene applicato uno strato isolante continuo, solitamente realizzato con pannelli coibenti e idrorepellenti, progettati specificamente per le facciate ventilate.

È essenziale assicurarsi che il materiale isolante sia resistente al fuoco e durevole nel tempo, dato che resterà esposto nell’intercapedine per tutta la sua durata.

Sottostruttura

La sottostruttura, spesso realizzata in alluminio, è attaccata all’edificio tramite apposite staffe. Questa struttura è fondamentale per sostenere il rivestimento esterno e per creare l’intercapedine tra l’isolamento e il rivestimento.

La larghezza dell’intercapedine varia, ma generalmente è compresa tra 3 e 5 cm, ed è progettata per consentire una libera circolazione d’aria al suo interno.

Questo flusso d’aria è reso possibile, grazie a delle griglie di aerazione poste alla base e alla sommità della facciata, creando un fenomeno noto come “effetto camino”.

Nel contesto di una facciata ventilata, l’effetto camino si manifesta nel seguente modo.

L’aria presente nella camera d’aria (o intercapedine) tra il rivestimento esterno dell’edificio e l’isolante termico si riscalda a causa dell’irraggiamento solare e dell’assorbimento di calore del rivestimento.

Questa aria calda, diventando più leggera, inizia a salire creando una corrente ascendente. Tale movimento dell’aria ha diversi vantaggi:

  • ventilazione naturale: La corrente d’aria continua permette una ventilazione costante dell’intercapedine, contribuendo a mantenere asciutto l’isolante termico e a evitare il rischio di condensa;
  • raffreddamento: Durante i mesi estivi, l’aria calda ascensionale allontana parte del calore accumulato, riducendo l’ingresso di calore all’interno dell’edificio e contribuendo al confort termico interno;
  • barriera termica: D’inverno, la camera d’aria funziona come una barriera aggiuntiva contro il freddo, migliorando l’efficienza dell’isolamento termico.

Rivestimento esterno

A completamento di una facciata ventilata troviamo il rivestimento esterno che viene fissato alla sottostruttura.

Qui, le opzioni sono numerose, e possono spaziare dal gres porcellanato ai marmi, passando per graniti, pietre naturali e cotto.

Ogni materiale scelto per il rivestimento deve rispettare specifici requisiti, come resistenza meccanica, stabilità termica, resistenza all’acqua.

Va tenuto conto anche dell’aspetto estetico, poiché il sistema di ancoraggio (sia che si tratti di ganci a vista o a scomparsa) influenzerà notevolmente l’estetica finale della facciata.

Per fissare il rivestimento esterno alla sottostruttura, vengono utilizzati dispositivi di ancoraggio, che possono essere visibili o nascosti.

Ogni soluzione presenta implicazioni sia estetiche che economiche. Ad esempio, l’utilizzo di ganci a vista può conferire un aspetto industriale, mentre i ganci a scomparsa offrono un’estetica più pulita.

A cosa serve una facciata ventilata, e quali vantaggi apporta

utilità della facciata ventilata con effetto camino

Il sistema di facciata ventilata, come avrete capito, rappresenta un approccio innovativo nella moderna architettura degli edifici.

Le sue funzioni superano la semplice estetica, offrendo soluzioni concrete alle sfide della protezione da agenti atmosferici, come l’umidità e le variazioni termiche, garantendo isolamento sia termico che acustico.

Uno dei primi e più tangibili benefici di una facciata ventilata riguarda la protezione diretta della muratura perimetrale.

La struttura esterna funge da scudo contro gli elementi, in particolare la pioggia, assicurando che la muratura rimanga asciutta e priva di infiltrazioni o distacchi potenzialmente dannosi.

La parete ventilata, se ben congegnata, amplifica l’efficacia dei sistemi di isolamento tradizionali.

Con essa, si elimina il rischio di deterioramento esterno, e grazie alla sua struttura modulare, eventuale manutenzione o sostituzione di componenti diventano operazioni agevoli.

Intercapedine aerata: una componente fondamentale nella facciata ventilata

Come abbiamo visto, una delle principali peculiarità della facciata ventilata è la presenza di un’intercapedine aerata.

Questa camera di aria permette un flusso costante di aria che ha due principali funzioni:

  • durante i mesi estivi, l’aria in movimento tra la superficie esterna e il pannello isolante facilita l’espulsione dell’aria surriscaldata.

La circolazione d’aria, combinata con le proprietà riflettenti del materiale, agisce come una barriera solare, riducendo notevolmente il carico termico interno;

  • nel corso dell’inverno, di contro, l’intercapedine aiuta a dissipare rapidamente il vapore acqueo proveniente dall’interno, riducendo il rischio di condensa.

Questo, a sua volta, conserva il calore interno, ottimizzando l’efficienza energetica dell’edificio.

L’importanza di non esagerare con lo spessore delle intercapedini aerate

intercapedine aerata dallo spessore eccessivo

Quando si parla di isolamento termico delle facciate, uno degli aspetti cruciali cui prestare attenzione è indubbiamente lo spessore dell’intercapedine aerata.

Questo “spazio vuoto” tra la parete esterna dell’abitazione e il rivestimento ha il compito di garantire una corretta ventilazione, evitando accumuli d’umidità e, di conseguenza, danni alla struttura e dispersioni termiche.

Ma attenzione: non tutto ciò che luccica è oro.

Anche se può sembrare un paradosso, un’intercapedine dal vuoto troppo importante può rivelarsi del tutto controproducente al raggiungimento del nostro scopo!

Un conto è un diametro dello spessore di massimo 2-3 cm, un conto è ritrovarsi con vuoti di dimensione maggiore.

Oltre questi valori limite, si rischia di creare un’area in cui i moti convettivi d’aria diventano troppo elevati, generando notevoli dispersioni termiche che possono creare problematiche, tanto in estate quanto in inverno.

La problematica derivante dai moti convettivi 

I moti convettivi altro non sono che fenomeni fisici che si manifestano quando ci sono squilibri termici tra le superfici dell’abitazione.

Rappresentano la principale problematica, in un contesto abitativo nel quale si aspira al conseguimento di un ottimale benessere termico.

Questi movimenti d’aria possono annullare i benefici dell’isolamento, rendendo la casa meno efficiente dal punto di vista energetico e meno confortevole per chi la abita.

Come spesso accade, in questi casi prevenire è meglio che curare. È fondamentale, pertanto, evitare di ritrovarsi con un’intercapedine perimetrale dal diametro troppo elevato.

In abitazioni che presentano già la problematica, è necessario intervenire direttamente sulla causa, eliminando o riducendo il vuoto che genera lo squilibrio.

Non a caso, numerosi interventi realizzati dalla nostra ditta, CoibentareCasa.it, hanno riguardato edifici dove, nonostante la realizzazione di tetti ventilati realizzati con lo stesso principio delle pareti ventilate, si è lamentato una circolazione d’aria eccessiva, nonché notevoli squilibri termici.

Questo è un chiaro segnale di quanto sia fondamentale valutare con precisione lo spessore dell’intercapedine durante la progettazione di una facciata ventilata.

Come risolvere la problematica in intercapedini “eccessivamente” aerate

intervento di isolamento termico su intercapedine aerata
Operatore di CoibentareCasa.it esegue la tecnica dell’insufflaggio su una parete contenente un’intercapedine aerata dallo spessore troppo elevato

Come possiamo risolvere questa problematica? La soluzione principale consiste nel realizzare una pratica opera di coibentazione termica, sfruttando la tecnica dell’insufflaggio delle intercapedini.

Riempire questo spazio vuoto con schiume espanse isolanti:

  • minimizza notevolmente la problematica dei moti convettivi;
  • contemporaneamente, funge da barriera termica efficace tra l’esterno e l’interno, assicurando che la casa rimanga calda in inverno e fresca in estate.

Il bello dell’utilizzo della tecnica dell’insufflaggio sta nella sua flessibilità di applicazione.

Può essere applicato sia esternamente che internamente all’edificio, rendendolo ideale anche per singoli appartamenti in contesti condominiali.

L’intervento può essere mirato, concentrato solo dove realmente necessario, consentendo di risparmiare sulle spese e riducendo i tempi di realizzazione rispetto a lavori di isolamento di più ampia portata.

Ma come lo eseguiamo, nella pratica?

Raccomandiamo l’uso di un prodotto dalle performance elevate, come la schiuma isolante termo-acustica ISOFOR.

Questa schiuma è progettata per penetrare ogni angolo e anfratto dell’intercapedine, superando persino ostacoli come tubazioni e impianti.

Ciò la rende superiore ad altre soluzioni di isolamento “secco” che potrebbero non essere altrettanto versatili.

Optando per la tecnica dell’insufflaggio, non solo si garantisce un isolamento termico superiore, ma si ottiene anche un consumo energetico ridotto, un ambiente interno più confortevole e, in ultima analisi, una migliore qualità della vita.

Conclusioni

coibentare casa furgone con vista edificio

Se hai notato problematiche legate a dispersioni termiche o moti convettivi indesiderati a causa di intercapedini troppo ampie, puoi rivolgerti a noi senza alcun indugio.

La nostra esperienza nell’uso della tecnica dell’insufflaggio (sconsigliamo sempre soluzioni fai da te) contribuirà a rendere la tua casa più efficiente e confortevole.

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Con la nostra presenza capillare sul territorio nazionale, siamo in grado di intervenire in modo rapido ed efficiente, garantendo lavori di insufflaggio completi in una singola giornata lavorativa, senza uso di ponteggi e senza dover traslocare!

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Federico Calvanelli
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