Iva agevolata al 10% per la ristrutturazione di casa: quando si può richiedere, cosa dice la normativa

Avrai sicuramente avuto modo di leggere la nostra pagina relativa all’Ecobonus 2019, ossia a tutte quelle detrazioni fiscali vigenti per la riqualificazione energetica. Sappiate, però, che vi è anche la possibilità di ottenere l’applicazione di IVA agevolata, ossia un’IVA al 10% (invece del normale 22%) che si può applicare in determinati casi su:

  • Manutenzioni ordinarie
  • Manutenzioni straordinarie
  • Lavori di ristrutturazione
  • Interventi per il recupero del patrimonio edilizio

IVA agevolata al 10%: la questione normativa

La questione normativa relativamente all’applicazione dell’IVA agevolata al 10% è certamente materia che ancora oggi porta parecchia confusione, a causa soprattutto del confronto tra più regolamenti diversi; ecco perché ancora oggi è difficile comprendere con facilità quali siano i lavori ed i casi che ci consentono di usufruire dell’aliquota IVA agevolata relativamente ad interventi di ristrutturazione e manutenzione.

Per dare a chi legge una panoramica esaustiva, analizzeremo caso per caso il funzionamento dell’IVA agevolata con aliquota ridotta al 10 percento, in modo da capire con più facilità quali sono i casi nei quali se ne può beneficiare e quali sono i casi dove è necessario applicare la normale IVA al 22%.

Innanzitutto possiamo dire che si tratta di un regime fiscale agevolato dedicato a tutti quei tipi di interventi di recupero edilizio (dal restauro, al risanamento fino alla ristrutturazione).

Se vogliamo dare un riferimento normativo di partenza, sicuramente dobbiamo riferirci all’Articolo 7 comma 1 lettera b della Legge 488/1999.

Questo contiene e soprattutto definisce tutte le varie tipologie di interventi che possono avere la possibilità di usufruire dell’aliquota IVA al 10%.

IVA agevolata al 10%: quando si applica

  • architetto ristrutturazione ediliziaInterventi di manutenzione ordinaria: si tratta di tutti quei tipi di lavori che riguardano le opere necessarie ai fini della riparazione, rinnovo o sostituzione delle finiture negli edifici, ma anche tutte le opere necessarie a mantenere integri ed efficienti gli impianti attualmente esistenti. Se volessimo fare un elenco sintetico possiamo annoverare tra questi interventi:
    1. Piccoli interventi di riparazione eseguiti su fabbricati a prevalente destinazione abitativa
    2. Piccoli interventi di riparazione eseguiti su impianti tecnologici
    3. Interventi di manutenzione obbligatoria su impianti di riscaldamento
    4. Rinnovo della tinteggiatura delle pareti
    5. riparazione o sostituzione di impianti elettrici, idraulici e termici
    6. sostituzione dei sanitari
  • Interventi di manutenzione straordinaria: all’interno di questo gruppo rientrano tutte le opere e le modifiche che servono a garantire il rinnovamento o la sostituzione vera e propria di parti di edificio anche strutturali. Rientrano nell’elenco anche l’integrazione dei servizi igienico sanitari e tecnologici, ma non devono essere costruiti alterando il volume e la superficie del complesso immobiliare, nonché la destinazione d’uso della stessa. In sintesi tra questa serie di interventi rientrano:
    1. Ricambio degli infissi esterni, delle persiane o delle finestre di casa;
    2. Rifacimento completo del bagno;
    3. Sostituzione della caldaia e certificazione di conformità dell’impianto;
    4. Consolidamento delle fondamenta dell’abitazione;
    5. Rifacimento totale di elementi della casa, quali scale, muri e recinzioni;
    6. Rifacimento di muri e recinzioni;
    7. Sostituzione di solai o tramezzi;
    8. Bonifica del terreno, se ai fini di realizzare la ristrutturazione della rete fognaria domestica.
    9. Coibentazione degli edifici (cappotto termico e insufflaggio cioè riempimento intercapedini)
  • Interventi per il restauro e risanamento conservativo: si tratta di interventi che conservano l’edificio e ne assicurano la sua funzionalità. Si tratta solitamente di interventi che riguardano il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo di elementi costitutivi di un edificio.
  • Interventi di ristrutturazione edilizia: Si tratta di una serie di opere che comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.

IVA agevolata al 10% sui cosiddetti “beni significativi”: le novità della Legge di Bilancio 2018

cartello agevolazione iva al 10%L’attuale Legge di Bilancio 2019, approvata lo scorso 29 Dicembre, rappresenta un’ulteriore novità relativamente all’applicazione dell’IVA agevolata al 10% sui beni significativi, dando un chiarimento importante su quando davvero può essere applicata per queste tipologie di beni.

Ma cosa sono i cosiddetti “beni significativi”? Si tratta di un elenco di beni  il cui valore è definito prevalente rispetto a quello della prestazione. Furono individuati dal Decreto del Ministero dell’Economia il 29.12.1999 e sono nella fattispecie:

  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni ed interni;
  • caldaie;
  • video citofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • sanitari e rubinetterie da bagno;
  • impianti di sicurezza.

L’aggiornamento effettuato dall’ultima Legge di Bilancio, afferma che la richiesta di IVA agevolata al 10% è effettivamente realizzabile per tutti quegli interventi che contribuiscono a recuperare il patrimonio edilizio, su “beni significativi autonomamente individuabili e separati funzionalmente dal manufatto principale” (il calcolo del valore di questi beni, viene quindi effettuato sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al rispetto al manufatto principale).

La fattura che viene effettuata deve riportare separatamente l’indicazione del valore del servizio oggetto della prestazione e del bene significativo.

Tra i beni definiti significativi si considerano anche tutte quelle componenti che contribuiscono alla creazione del bene stesso, quindi le materie prime e la manodopera.

Altre opere alle quali è possibile applicare l’IVA agevolata al 10%

L’aliquota IVA al 10% si applica a tutte le prestazioni di servizi relativi a interventi di recupero edilizio senza alcuna data di scadenza ed in particolare alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla realizzazione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione compresi anche l’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 6 giugno 2001, n. 380.

La richiesta di IVA agevolata al 10% è possibile, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, ecc).

L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori, sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

Agevolazione IVA al 10%: quando non è possibile ottenerla

Ovviamente non sempre è possibile ottenere questa agevolazione fiscale, di conseguenza ecco quali sono i casi in cui non si può richiedere l’applicazione dell’IVA agevolata al 10%:

  • Quando materiali o beni sono stati forniti da una persona fisica che risulta diversa da quella che realmente esegue i lavori di ristrutturazione;
  • Quando materiali o beni per i lavori sono stati acquistati direttamente dal committente;
  • Quando si ha a che fare con prestazioni professionali, anche se queste sono state effettuate nell’ambito dell’insieme di interventi che hanno il fine di recuperare l’edificio
  • Per le prestazioni di servizi resi in esecuzione di un contratto di subappalto, dove in questo caso.

spetta alla ditta subappaltatrice il rilasciare fattura con IVA al 22% nei confronti dell’impresa appaltatrice. Sarà poi compito di questa fatturare al committente la prestazione con IVA per ristrutturazioni al 10% (ma solo se ne sussistono tutti i requisiti).

Per maggiori info si consiglia di consultare queste pagine:

Coibentarecasa.it consiglia vivamente di rivolgersi al proprio commercialista di fiducia per avere delle info dettagliate e appropriate al caso specifico in essere, essendo le normative vigenti poco chiare e a volte plurime in materia.

Scarica il modello “Richiesta di applicazione dell’Iva ad aliquota ridotta”

documento download richiesta iva 10%
Documento DOC – Dichiarazione applicazione Iva agevolata al 10%

Fresco d’estate e caldo d’inverno. Dai una svolta al benessere della tua casa!