Sisma Bonus 2020: detrazioni fiscali per la riduzione del rischio sismico

effetti terremoto

Non appena arrivati gli aggiornamenti definitivi, vi abbiamo parlato diffusamente di quali sono le caratteristiche che contraddistinguono il cosiddetto Ecobonus 2020 e di quali sono i requisiti per potervi accedere. Si tratta di uno dei vari bonus fiscali che sono stati previsti dall’ultima Legge di Bilancio, ideati per incentivare la realizzazione di interventi di ristrutturazione degli immobili e, nel caso dell’Ecobonus, di contribuire alla riqualificazione energetica degli stessi.

Una tra le detrazioni fiscali più importanti per la riqualificazione degli immobili, è quella relativa agli interventi che garantiscono la riduzione del rischio sismico dell’edificio stesso; stiamo parlando del cosiddetto Sisma Bonus 2020.

Il Sisma Bonus e le classi di Rischio Sismico

classificazione comuni italiane per zone rischio sismico

Originariamente introdotto con la Legge di Bilancio 2017 il Sisma Bonus, le cui linee guida sono state specificate all’interno del Decreto Ministeriale 58 del 28/02/2017, è un’agevolazione fiscale consentita a tutti coloro che desiderano portare a compimento dei lavori atti a conseguire il miglioramento della prestazione sismica di un edificio (riducendone la classe di rischio di appartenenza).

Questa necessità parte dal fatto che almeno il 40% del territorio italiano si trova in aree considerate ad elevato o medio rischio sismico, comprendente oltre 2000 Comuni italiani che sono considerati appartenenti alle cosiddette zone sismiche 1 e 2; per chi non ne fosse a conoscenza i Comuni vengono smistati in 4 zone di intensità sismica:

  • Zona 1: intensità sismica alta
  • Zona 2: intensità sismica media
  • Zona 3 intensità sismica bassa
  • Zona 4 intensità sismica molto bassa

Considerando questi dati stiamo parlando di milioni di cittadini italiani che abitano in case e lavorano in uffici che hanno le proprie fondamenta su terreni dove vi è una buona probabilità che si verifichi un evento sismico di una certa entità.

Il precedentemente citato Rischio Sismico, altro non è che una misura matematica che serve a dare una valutazione sul possibile danno che rischia di subire un edificio per colpa di un terremoto; si calcola in funzione di una serie di parametri, come la:

  • Pericolosità dell’evento sismico: ossia la probabilità che si verifichi un terremoto, strettamente correlata alla zona sismica nel quale è situato l’immobile
  • Vulnerabilità dell’edificio: si tratta della capacità che ha la casa di poter resistere ad un terremoto
  • Esposizione socio-economica relativa alle conseguenze che si possono avere nel contesto cittadino nel quale si trova l’immobile

Attraverso questi parametri si possono effettuare due diverse metodologie di calcolo del Rischio Sismico, uno semplificato utilizzabile solo per gli edifici in muratura e per ottenere una valutazione preliminare del rischio, ed uno convenzionale, applicabile ad ogni tipologia di edificio (sulle modalità di calcolo vi rimandiamo ad articoli più tecnici), che consentono di arrivare a stabilire 8 classi di Rischio Sismico:

  • Classe A+ (scarsissimo livello di rischio sismico)
  • Classe A
  • Classe B
  • Classe C
  • Classe D
  • Classe E
  • Classe F
  • Classe G (altissimo livello di rischio sismico)

Come potete vedere sembra quasi di ritrovare la vecchia classificazione che abbiamo imparato parlando delle classi energetiche di un edificio (anche in quel caso una valutazione come la A era assolutamente positiva e faceva capire che avevamo una casa molto performante sul piano del risparmio energetico; avevamo anche visto come possa contribuire al raggiungimento di questo risultato, la messa in atto di interventi di riqualificazione energetica come l’insufflaggio delle intercapedini).

Di conseguenza è importante, qualora se ne abbia la possibilità, riuscire a salire uno o due gradini di questa scala; possedere una casa che riesce a garantire un maggior livello di sicurezza in caso di un evento sismico, è un aspetto tanto importante quanto quello della riqualificazione energetica. In più, come previsto per le altre agevolazioni come Ecobonus o Bonus Facciate, si ha la possibilità di ottenere degli sgravi fiscali importanti (detrazioni IRPEF, in caso di soggetti fisici, detrazioni IRES per le società); vediamo nella fattispecie quali.

Detrazioni fiscali attualmente disponibili con il Sisma Bonus 2020

come ottenere sismabonus 2020Premettiamo che il Sisma Bonus 2020 non riguarda le case di nuova costruzione o interventi di ampliamento, bensì tutti gli edifici attualmente esistenti per i quali si prevede una serie di interventi di ristrutturazione.

Attraverso la realizzazione di questi interventi sarà possibile ottenere le seguenti detrazioni fiscali:

  • Detrazione fiscale pari al 50% su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare, qualora le migliorie realizzate sull’edificio non contribuiscano al miglioramento di alcuna classe di Rischio Sismico (valido su tutto il territorio italiano)
  • Detrazione fiscale pari al 70% su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare, qualora si riesca ad ottenere il miglioramento di una classe di Rischio Sismico (es. passaggio dalla classe D alla classe C). Valida per immobili situati in Comuni inseriti all’interno delle zone sismiche 1,2 e 3
  • Detrazione fiscale pari al 80% su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare, qualora si riesca ad ottenere il miglioramento di ben due classi di Rischio Sismico (es. passaggio dalla classe D alla classe B). Valida per immobili situati in Comuni inseriti all’interno delle zone sismiche 1,2 e 3
  • Detrazione fiscale pari al 75% su una spesa massima di 96.000 euro per gli edifici condominiali, qualora si riesca ad ottenere il miglioramento di una classe di Rischio Sismico. Valida per immobili situati in Comuni inseriti all’interno delle zone sismiche 1,2 e 3
  • Detrazione fiscale pari all’85% su una spesa massima di 96.000 euro per gli edifici condominiali, qualora si riesca ad ottenere il miglioramento di due classi di Rischio Sismico. Valida per immobili situati in Comuni inseriti all’interno delle zone sismiche 1,2 e 3

Le agevolazioni precedentemente scritte vengono elargite attraverso 5 quote annuali di pari importo.

Esistono anche due ulteriori detrazioni fiscali che riguardano il cosiddetto Ecosismabonus, che consentono una detrazione fiscale per importi superiori, ossia:

  • Detrazione fiscale pari al 75% su una spesa massima di 136.000 euro (moltiplicato per il numero di unità condominiali) per gli edifici condominiali, qualora si riesca ad ottenere il miglioramento di una classe di Rischio Sismico unitamente alla riqualificazione energetica del condominio stesso
  • Detrazione fiscale pari al 85% su una spesa massima di 136.000 euro (moltiplicato per il numero di unità condominiali) per gli edifici condominiali, qualora si riesca ad ottenere il miglioramento di due classi di Rischio Sismico unitamente alla riqualificazione energetica del condominio stesso

Queste agevolazioni vengono elargite attraverso 10 quote annuali di pari importo, ed anche qui è necessario che l’immobile sia situato in un Comune inserito all’interno delle zone sismiche 1,2 e 3.

Alcune dovute precisazioni:

  • Si possono ottenere le detrazioni previste dal Sisma Bonus per interventi di ristrutturazione con periodo di decorrenza dall’1 gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021.
  • L’importo massimo di spesa è calcolabile comprendendo in essa l’insieme di lavori eseguiti all’interno dell’immobile (comprensivi di acquisto dei materiali), i lavori eseguiti sulle pertinenze dell’immobile stesso (le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa, come ad esempio una tettoia), oltre che le spese accessorie per la successiva verifica e classificazione sismica da parte di un tecnico abilitato e gli oneri di urbanizzazione

Sisma Bonus 2020: procedura di accesso alla detrazione fiscale

riqualificazione appartamenti con criteri antisismiciPer poter beneficiare del Sisma Bonus è necessario che si presenti (nello stesso momento), presso lo Sportello Unico del Comune nel quale è situato l’immobile:

  • SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) o permesso di costruzione
  • Asseverazione di un professionista che attesta la classe di rischio precedente l’intervento e indica quella conseguibile con l’intervento (così da far comprendere che il progetto è finalizzato all’ottenimento di un reale miglioramento sismico)
  • Documentazione comprensiva di rilascio autorizzazioni, copia dei bonifici pagati, ricevuta IMU, comunicazione presso l’agenzia Enea, delibera di approvazione assembleare nel momento in cui l’intervento riguardi un condominio, notifica ASL (qualora prevista)

Sisma Bonus, novità previste per il 2020

oscillazione terremotoEcco di seguito le principali novità sul Sisma Bonus che riguardano l’anno in corso:

  • Eliminazione dello sconto in fattura: attraverso la nuova Legge di Bilancio 2020 si è tolta la possibilità di ottenere una conversione della detrazione fiscale per Sisma Bonus in uno sconto applicabile in fattura dall’impresa incaricata dei lavori di ristrutturazione
  • Cessione del credito: si può ancora sfruttare questa opportunità di cessione per quanto riguarda l’importo speso su un condominio, sia ai fornitori protagonisti dell’intervento, sia ad altre persone fisiche, enti o società, ma non è consentita la cessione del credito Sisma Bonus 2020 ad istituti di credito, intermediari finanziari, amministrazioni pubbliche
  • Estensione Sisma Bonus 2020 per acquisti di abitazioni antisismiche: se compriamo un’abitazione con criteri antisismici (situata in uno dei Comuni appartenenti alle zone di rischio sismico 1,2 e 3), è possibile ottenere una detrazione fiscale pari al 75 o 85% del prezzo di vendita (soglia massima di 96.000 euro), ma tale agevolazione è consentita solo se l’impresa di costruzione cede l’immobile entro un periodo limite di 18 mesi dalla fine dei lavori.

 

 

 

 

Federico Calvanelli