Risparmio Energetico in Casa

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Quante volte sentiamo parlare dell’importanza del risparmio energetico in casa? Soprattutto negli ultimi mesi la tematica è diventata di dominio comune, anche alla luce delle nuove detrazioni fiscali volte ad incentivare gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione, soprattutto per gli immobili vecchi e poco efficienti dal punto di vista dei consumi.

Costruire e riqualificare case a risparmio energetico diventa ancor più importante se, non considerando solo il singolo edificio, si considera l’impatto che la totalità di essi ha sull’ambiente esterno e sulla sostenibilità del pianeta, ormai sempre più minacciato dalle varie forme di inquinamento prodotte dalle attività umane, emissione di Co2 nell’atmosfera in primis.

Consumo energetico delle famiglie: gli ultimi dati disponibili

come ottenere un risparmio energetico in casaMa quali sono i dati che ci fanno comprendere l’importanza di ideare case a risparmio energetico?

Un utile documento, che viene annualmente redatto dal Ministero per lo Sviluppo Economico, è la Relazione Annuale sulla Situazione Energetica Nazionale (di cui attualmente è consultabile solo il documento relativo al 2019, uscito nel Giugno del 2020), che consente di fare un punto sull’effettivo consumo energetico delle famiglie italiane.

Dal documento si evince che circa il 59% dei consumi energetici totali delle famiglie italiane è costituito da impieghi domestici, in particolar modo le spese per il riscaldamento ed il raffrescamento degli ambienti, l’uso dell’acqua calda e degli elettrodomestici più importanti, come lavatrici, lavastoviglie e forni.

Di contro si ha una buona notizia, che rappresenta una tendenza che sembra consolidarsi pian piano negli ultimi anni, ossia che il quantitativo di energia usata per la gestione ed il funzionamento degli edifici è diminuito del 2,3% rispetto al 2018.

Va comunque detto che questi dati andranno poi verificati confrontandoli con quelli del 2020, soprattutto alla luce degli ultimi mesi trascorsi tra le quattro mura domestiche, come forma di contrasto alla pandemia da Covid—19.

L’importanza di ideare case a basso risparmio energetico

Quel che appare comunque chiaro è che la maggior parte dei consumi energetici nel nostro Paese resta sempre vincolato per la maggior parte all’uso domestico. Ecco perché, generare un reale risparmio energetico in casa diventa un obiettivo imprescindibile per vari motivi:

  • una casa a risparmio energetico consente di non pesare ulteriormente sulle tasche delle famiglie italiane, soprattutto per le spese di riscaldamento e raffreddamento, che hanno voce in capitolo per la maggiore;
  • una casa a basso consumo energetico permette al proprietario dell’edificio di poter spuntare un prezzo di vendita più elevato, considerando il contestuale miglioramento di classe energetica che ne deriva (con la redazione di un documento apposito che attesta la prestazione energetica complessiva dell’immobile);
  • il risparmio di energia in casa consente di ridurre le emissioni di gas serra, limitando nel contempo le problematiche connesse all’inquinamento e ai cambiamenti climatici in atto.

Come il risparmio energetico in casa si scontra con lo stato del patrimonio edilizio

sistemi di raffreddamento all'esterno delle caseI risparmi energetici in casa si conseguono sicuramente con l’introduzione di comportamenti virtuosi, ma molti dei consumi che vengono generati derivano anche dall’incapacità dell’edificio in questione di consumare solo quello che è effettivamente necessario, senza sprecare. Gran parte di questa incapacità è ascrivibile all’età dell’abitazione e, più in generale allo stato del patrimonio edilizio italiano.

Si parla tanto di “svecchiare il patrimonio residenziale”, quasi come fosse un mantra, ma non tutti si rendono conto di quanto questo processo sia lungo e complesso, soprattutto considerando l’età di costruzione di molti edifici.

Pensate che i più recenti censimenti del patrimonio edilizio italiano hanno evidenziato come, in alcune regioni italiane, si abbia addirittura una prevalenza di edifici costruiti prima del 1919 (quindi con oltre 1 secolo di vita sulle spalle!), in particolare in ampie zone di regioni come Toscana, Piemonte, Trentino, Abruzzo, Molise, per non parlare degli edifici costruiti a cavallo tra le due guerre mondiali.

In ogni caso gran parte del patrimonio edilizio che si ha nel nostro Paese risale ancora oggi ad un periodo storico che non va oltre la seconda metà degli anni ’70, un’epoca nella quale non erano ancora state introdotte norme per la salvaguardia antisismica, o soprattutto norme per garantire l’efficientamento energetico.

La pietra miliare sulla quale si è costituito tutto l’insieme di normative volte a favorire il conseguimento del risparmio energetico in casa è la Legge 373 del 30-04-1976, emanata come risposta alla crisi energetica del 1973, che portò ad un aumento incontrollato del prezzo del greggio.

Edifici così vecchi, e che rappresentano tutt’oggi la maggioranza tra quelli esistenti sul suolo italiano, non possono essere stati costruiti con dei criteri che consentano un reale risparmio del consumo energetico in casa.

Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio ed il conseguimento del risparmio energetico in casa

effettuazione di un intervento di diagnosi energeticaDa qui nasce l’esigenza di implementare dei correttivi sotto forma di riqualificazione energetica, prevedendo lavori di ristrutturazione spesso lunghi e costosi.

Se la spesa per ideare una casa a risparmio energetico è da sempre stato un deterrente, è anche vero che negli ultimi anni si sono ideati sempre più nuovi strumenti per garantire detrazioni fiscali per tutti coloro che vogliono effettuare dei lavori che consentono di ottenere case a basso consumo energetico.

In tal senso la prima vera detrazione fiscale per il recupero del patrimonio edilizio è stata introdotta nella Legge di Bilancio del 1998 (Legge 27 dicembre 1997, n.449), che prevedeva uno sgravio fiscale pari al 41% per le spese di riqualificazione energetica sostenute nel corso del nuovo anno, e del 36% per quelle sostenute negli anni 2000 e 2001.

Questo tipo di detrazione è stata riproposta nel 2006, per poi diventare strutturale soprattutto con il D.L. n. 201 del 2011, dove si è inserito all’interno del Testo unico delle imposte sui redditi, il TUIR) un nuovo articolo, ossia il 16-bis, che confermava le detrazioni e le condizioni di spettanza del beneficio fiscale.

Ogni anno le detrazioni fiscali previste vengono prorogate e confermate in Legge di Bilancio, in particolar modo dal 2012 si è generato quello che è l’impianto del classico Ecobonus, con un innalzamento della detrazione dall’originario 36% al 50%, con un limite dell’ammontare complessivo di spesa stabilito in 96.000 euro.

Non sono mancate le modifiche che hanno permesso di ideare nuove soglie di detraibilità, generando un Ecobonus variabile dal 50 al 65%, per andare a salire nel caso di interventi che riguardassero la riqualificazione energetica dei condomini (dal 70 fino all’85%).

Oggi, con tutte le problematiche e le incertezze del caso, si ha un’ulteriore versione dell’Ecobonus che si affianca e non sostituisce quella attuale, e che prevede una detrazione del 110% sulle spese sostenute, forma di contrasto alla crisi del settore edilizio post pandemia.

E’ chiaro, quindi, come il risparmio energetico in casa passi anche per i necessari lavori di riqualificazione dell’edificio e come queste detrazioni fiscali consentono di aiutare il raggiungimento di questo scopo.

Ottenere una casa a risparmio energetico: come farlo al meglio

intervento di insufflaggio per conseguire risparmio energetico in casaUna casa a basso consumo energetico, come abbiamo visto, è un abitazione che riesce a contenere soprattutto le spese che riguardano il riscaldamento d’inverno ed il raffrescamento d’estate.

Non è un segreto, difatti, che molte abitazioni abbiano una incapacità strutturale a riuscire a mantenere accettabile la temperatura interna nei mesi più freddi ed in quelli più caldi, e l’uso di termosifoni e condizionatori per molte ore al giorno è l’esempio pratico che conferma il problema.

Come si può ottenere un reale risparmio energetico in casa, limitando le spese generate dagli eccessivi consumi di questi impianti? Due sono le strade principali:

  • Isolare l’involucro edilizio;
  • dotarsi di impianti di riscaldamento/condizionamento ad alta efficienza.

Ottimizzando questi due fattori si può addirittura raggiungere la definizione di CASA PASSIVA, una casa che è completamente indipendente da un punto di vista energetico! Realizzando un intervento di isolamento termico (lavorando quindi sulle pareti opache) e sostituendo gli infissi (lavorando sulle pareti trasparenti) è possibile arrivare ad un risparmio energetico in casa anche dell’80%.

Facciamo alcuni esempi pratici per far capire meglio la cosa:

  1. In una casa singola di 100 mq possiamo stimare il consumo di energia annuale in circa 21.100 kWh ed un’emissione di 5 tonnellate di CO2. Realizzando un intervento di isolamento termico, l’energia consumata è pari a 7.596 Kwh con 1,8 tonnellate di anidride carbonica sparse nell’atmosfera. La spesa passa da 1.709 Euro a soli 615 Euro, ottenendo un risparmio energetico in casa pari a ben 1.094 euro!
  2. Per un appartamento di un condominio di dimensioni analoghe, ossia 100 mq, l’energia consumata passa da 11.300 kWh a 4.633 kWh e l’anidride carbonica emessa nell’aria è solamente nell’ordine delle 1,1 tonnellate rispetto alle 2,7 che si hanno prima dell’intervento di isolamento termico. Il costo scende da 915 Euro ad appena 375 Euro, ottenendo un risparmio energetico in casa pari a 540 euro.

risparmio energetico ottenibile con intervento di isolamento termico all'interno della propria abitazioneIn entrambi i casi si hanno notevoli vantaggi sia in termini economici che ecologici.

L’obiettivo che si prefigge una realtà come CoibentareCasa.it è quello di favorire, con interventi mirati, l’incremento del numero di case a risparmio energetico sul territorio italiano.

Per riuscirci si possono implementare numerosi interventi, che riguardano l’involucro edilizio.

Quest’ultimo altro non è che l’insieme delle pareti orizzontali e verticali che separano l’immobile dall’ambiente circostante, distinguendo tra le superfici opache (pareti, tetto e sottotetto)  e le superfici trasparenti (come le finestre).

Per garantire il risparmio energetico in casa, il compito della nostra ditta è quello di provvedere ad isolare le superfici opache (in particolare lavorando sull’isolamento delle intercapedini presenti tra i muri perimetrali) onde impedire le dispersioni termiche, ovvero la perdita di calore verso l’esterno durante l’inverno e la perdita di fresco verso l’esterno durante l’estate!

Tanto maggiore è lo spessore dell’isolante impiegato, maggiore sarà la barriera protettiva che riusciremo a creare, minori saranno le spese energetiche che dovremmo sostenere.

In tal senso proponiamo con convinzione la coibentazione delle pareti interne di casa con l’insufflaggio di schiume isolanti ad alta prestazione, che consentono di ottenere già nel breve periodo una minimizzazione dei fenomeni di dispersione termica che coinvolgono le intercapedini di casa:

I risparmi energetici in casa non sono una chimera.

Affidatevi a realtà competenti come la nostra per valutare il miglior intervento per ideare una casa a basso consumo energetico e poter, nel contempo, riuscire ad accedere alle detrazioni fiscali previste per le opere di riqualificazione.

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Coibentare la tua casa ti fa risparmiare da subito!