Insufflaggio o cappotto: quale metodo preferire

insufflaggio o cappotto scelta tra le due opzioni

Introduzione

Insufflaggio o cappotto? Dire che sia meglio l’uno o l’altro intervento di coibentazione significherebbe dare una risposta superficiale, quasi da “bar”.

Tutti indistintamente potrebbero dare un loro giudizio finale, ma senza alcuna logica apparente.

Quel che è comunque certo è che se abitiamo in una casa provvista di intercapedine vuota, è più che giusto porsi l’obiettivo di isolarla termicamente.

Tale decisione può comunque implicare la domanda, del tutto legittima, se sia più corretto e conveniente eseguire questa procedura di coibentazione attraverso un insufflaggio termico, oppure ricorrendo al cappotto termico.

Per cercare di dare una risposta alla nostra domanda di partenza “insufflaggio o cappotto?” occorre fare alcune premesse e porre sul piatto della bilancia vantaggi e svantaggi dell’uno e dell’altro sistema.

Non dimentichiamoci, difatti, che esistono diversi tipi di cappotti termici, così come esistono differenti prodotti utilizzati per l’insufflaggio termico.

Insufflaggio o cappotto? Vediamo i pro e contro del primo metodo

intervento di insufflaggio intercapedine ecobonus 2020

Come abbiamo avuto modo di verificare in altri approfondimenti, un intervento di insufflaggio termico presenta dei vantaggi innegabili.

Prima di tutto si realizza in un solo giorno lavorativo e senza utilizzo di alcuna opera muraria, aspetto di non poca importanza, considerando i tempi morti che ci possono essere in lavori programmati in un periodo lungo varie giornate lavorative.

I costi di questo intervento di coibentazione sono senza dubbio più ridotti rispetto a quelli previsti per un cappotto termico di pari spessore, elemento da prendere in considerazione, in un periodo storico dove gli aumenti sono all’ordine del giorno.

Considerando gli aspetti prettamente tecnici, non possiamo non sottolineare altri importanti punti di forza:

  • si raggiungono ottimali standard di coibentazione termica, soprattutto con spessori di isolante superiori ai 5 cm;
  • insufflare prodotti traspiranti (μ 1-20) consente di mantenere inalterata la traspirazione dei muri;
  • i moti convettivi (le correnti di aria) presenti nelle intercapedini vengono eliminati, garantendo un ottimale benessere termico in casa e contribuendo a generare un importante risparmio energetico (grazie al minor uso dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento);
  • non si ruba alcuno spazio all’edificio, in quanto si opera esclusivamente all’interno della parete;

Non dimentichiamo, inoltre, che gli spessori del vuoto presente nelle intercapedini sono spesso superiori agli spessori proposti per la realizzazione dei cappotti.

Ciò vuol dire che con un cappotto è pressoché impossibile ottenere una coibentazione ottimale di intercapedini con vuoti dallo spessore importante!

Stop alla formazione di bypass termici!

Di contro, l’uso della tecnica dell’insufflaggio con schiume espanse isolanti, consente di coprire tutti i vuoti presenti nelle intercapedini impedendo il formarsi di un BYPASS TERMICO.

Con questo termine definiamo la formazione di movimenti di aria, che possono verificarsi anche in edifici che risultano isolati (per esempio attorno a dei pannelli isolanti):

  • bypassando per l’appunto i sistemi di isolamento;
  • riducendo, così, il loro potere isolante termico.

L’unico svantaggio che possiamo considerare, relativamente all’insufflaggio, è la presenza di possibili ponti termici non corretti (comunque da verificare caso per caso, con il sopralluogo di un tecnico abilitato).

Insufflaggio o cappotto? Vediamo i pro e contro del secondo metodo

cappotto termico

I vantaggi derivanti dall’utilizzo di un cappotto termico sono sostanzialmente i seguenti:

  • capacità di correzione dei ponti termici (che, lo ricordiamo, non possono mai essere eliminati del tutto con nessun sistema, ma bensì ridotti);
  • raggiungimento di standard termici ottimali.

Ma, di contro, non sono pochi gli svantaggi derivanti dall’utilizzo di un cappotto termico:

  • i costi di realizzazione sono particolarmente elevati;
  • si necessita di modificare soglie e davanzali, se eseguito esternamente;
  • di contro, si necessita di togliere spazio in casa, se realizzato internamente;
  • per eseguirlo bisogna mettere in conto un periodo di lavori in casa abbastanza lungo, che prevede anche l’installazione di ponteggi;
  • non dimentichiamo, inoltre, che esso implica il dover richiedere un permesso di realizzazione all’assemblea condominiale, nel caso in cui i lavori avvengano in questa tipologia di edifici;

Inoltre, non dimentichiamo che se non si scelgono materiali opportunamente traspiranti, il cappotto realizzato può dar luogo a condense interne (congiuntamente a una scarsa areazione dell’edificio).

Esempio pratico di confronto tra insufflaggio e cappotto con detrazione al 50%

Vediamo un semplice e sintetico esempio pratico, che ci consentirà di capire, nella diatriba “insufflaggio o cappotto”, cosa cambia a livello di costi.

Ipotizziamo un intervento di ristrutturazione edilizia con il quale si prevede di poter usufruire di una detrazione fiscale al 50%.  

I lavori in esame riguardano un’abitazione di 80-100 mq massimo: su di essa si può puntare, alternativamente, su un intervento di insufflaggio o sull’inserimento di un cappotto interno.

In estrema sintesi:

  • per un insufflaggio il costo previsto su un’abitazione di 80 100 mq è di 2.000-2.500 euro;
  • mentre per un cappotto termico il costo varia tra 8.000 e 12.000 euro, considerando costo materia prima + applicazione + ponteggi + colorazione.

I tempi di recupero dall’investimento sono stimabili in:

  • 2 anni e mezzo circa per l’intervento di insufflaggio;
  • un range tra 7 e 12 anni per un cappotto termico

Questo semplice esempio ci fa comprendere nel concreto quanto la prima tipologia di intervento sia DECISAMENTE più conveniente rispetto alla seconda!

Conclusioni

insufflaggio o cappotto scelta tra le due opzioni

Per concludere, insufflaggio o cappotto? Cosa preferire?

Mettendo insieme i pro e i contro di un cappotto termico rispetto a un insufflaggio è abbastanza evidente che, per chi dispone di intercapedini, è sicuramente più consigliabile un isolamento termico con insufflaggio, rispetto a un cappotto termico.

Fermo restando che l’unico svantaggio dell’insufflaggio (rispetto al cappotto) possono essere i possibili ponti termici (da verificare caso per caso) che vengono ridotti in misura minore, il fatto che esso eviti la formazione di un bypass termico fa ampiamente propendere per questa tecnica.

In ogni caso questo genere di valutazioni non può essere mai fatto in modo autonomo e casuale, ma ci vogliono veri esperti del settore che sappiano valutare ciò che realmente serve alla vostra abitazione.

Anche per questo, se il vostro edificio è provvisto di intercapedine e necessitate di un intervento risolutivo, non ponetevi da soli la domanda se sia meglio ricorrere all’insufflaggio o al cappotto. 

Non esitate e contattate realtà esperte nel settore degli isolamenti termici, come CoibentareCasa.it!

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Federico Calvanelli