Ponti termici e insufflaggio

esempio di ponte termico

Ci occupiamo di isolamento termico da tanti anni e mai come negli ultimi tempi si è diffusa una sorta di “fobia” che sta contagiando tutti: i ponti termici !

Tutti ne parlano in maniera indiscriminata ma a nostro avviso occorre dare ai ponti termici il giusto peso e il giusto valore!

Approfondiamo l’argomento dei ponti termici e cerchiamo di fare chiarezza!

Cosa sono i ponti termici?

I PONTI TERMICI secondo wikipedia sono quelle zone limitate dell’involucro edilizio che hanno una densità di flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti.

Quali sono i ponti termici più comuni?

Pilastri , travi, cordoli, davanzali passanti sono i principali ma anche chiodi di fissaggio del cappotto isolante esterno, attacchi per tende, scuretti,tettoie, by-pass termico (spazio tra pannello e pannello nei cappotti termici).

Cosa provocano?

In ogni caso provocano una dispersione termica certa , nella peggiore delle ipotesi è possibile il verificarsi di muffe dovuto alla condensazione superficiale.

Descrizione della strutturaMaggiorazioni percentuali relative alla presenza dei ponti termici
Parete con isolamento dall’esterno (a cappotto) senza aggetti/balconi e ponti termici corretti5%
Parete con isolamento dall’esterno (a cappotto) con aggetti/balconi15%
Parete omogenea in mattoni pieni o in pietra (senza isolante)5%
Parete a cassa vuota con mattoni forati (senza isolante)10%
Parete a cassa vuota con isolamento nell’intercapedine (ponte termico corretto)10%
Parete a cassa vuota con isolamento nell’intercapedine (ponte termico non corretto)20%
Pannello prefabbricato in calcestruzzo con pannello isolante all’interno30%

Una casa che non ha isolamento termico è una casa che ha un grave deficit energetico e che spreca molta energia in modo assolutamente insensato a prescindere dai ponti termici.

Tre sono le tecniche che si possono impiegare per isolare una casa:

  • Cappotto termico esterno
  • Insufflaggio delle intercapedini
  • Cappotto termico interno

Fare un cappotto termico esterno come vediamo dalla tabella significa abbassare al minimo le percentuali dei ponti termici, che sono pur presenti per i chiodi di fissaggio e per gli spazi tra pannello e pannello non perfettamente serrati  (by-pass termico), nonché per eventuali attacchi per tende, scuretti , davanzali passanti ecc.

Con il cappotto termico si abbattono i ponti termici più evidenti ( travi e pilastri) con una percentuale di ponti termici rimanenti da un minimo del 5% ( per abitazioni che non hanno aggetti/balconi )fino ad un massimo del 15% ( per case che hanno balconi) oltre naturalmente ai piccoli ponti termici .

Con l’insufflaggio delle pareti (riempimento con isolanti termici del muro a cassa vuota o intercapedine – approfondimento sull’insufflaggio qua) si va a sanare termicamente il muro vuoto ma rispetto ai ponti termici importanti (travi e pilastri) non sempre questo è possibile. Non tutte le strutture in c.a. (cemento armato) sono uguali e ogni abitazione andrebbe studiata a se stante. Ci sono travi che non sono sbassate rispetto al solaio (filo-muro) e che pertanto non costituiscono un ponte termico che preoccupa. Ci sono pilastri che sono presi nelle intercapedini e in questi casi l’isolante (soprattutto se fluido) riesce a mettersi davanti al pilastro. Nella malaugurata ipotesi in cui travi e pilastri siano filo-muro (cioè senza un vuoto davanti da poter riempire) ci sono diverse opportunità per far fronte a questi ponti termici: isolare travi e pilastri con sistemi a cappotto esterno o interno  oppure con prodotti isolanti a bassissimo spessore e ad altissimo rendimento termico.

Le tinte termiche costituiscono un valido supporto all’isolamento termico ma non vanno a sostituire la coibentazione.

Il cappotto interno è l’ultima delle ipotesi in ordine di importanza  che si prende in considerazione solo se le prime due ipotesi non sono percorribili. Isolare una casa dall’interno infatti significa in primis avere un rendimento termico inferiore rispetto agli altri sistemi di isolamento ( esterno e in intercapedine) e significa anche perdere spazio interno e soprattutto possibile formazione di condensa tra pannello e muro !

Da quanto esposto è possibile vedere come la percentuale dei ponti termici presenti in una casa sia davvero mediamente molto bassa e in ogni caso va valutata caso per caso e scegliere di non isolare una casa perché rimangono dei ponti termici è senza dubbio una scelta oggettivamente sbagliata!!!

Molto più intelligente invece isolare la casa ed eventualmente cercare di sanare i ponti termici rimanenti con sistemi alternativi che oggi nel 2016 esistono e per fortuna portano ottimi risultati!

Affidarsi a persone competenti e qualificate è sempre un buon consiglio che Coibentarecasa.it dà a tutti coloro che si avvicinano al mondo della coibentazione!