Correzione e calcolo dei ponti termici: guida su come e dove intervenire

esempio di ponte termico

Negli ultimi anni il concetto di “ponte termico” sta diventando di dominio pubblico, a tal punto che in molti si riempiono la bocca di questa parola, spesso senza avere la reale percezione di cosa esso sia davvero. Ecco perché crediamo che sia il caso di parlarne in modo semplice e corretto, per riuscire a dare ai ponti termici il peso e il valore che meritano realmente.

Ponti termici: cosa sono e come riconoscerli

La definizione dei ponti termici è la seguente: l’area locale di un involucro termico dove si presenta una discontinuità tra flusso di calore esterno ed interno, che risulta essere più elevata rispetto a quella riscontrata in altre strutture. Tradotto in parole semplici i ponti termici sono i “punti freddi della casa”.

Quali sono i ponti termici più comuni

  • Pilastri
  • Travi
  • Cordoli
  • Balconi, finestre e davanzali passanti
  • Chiodi di fissaggio del cappotto isolante esterno
  • By-pass termici (spazio tra pannello e pannello nei cappotti termici).

Cosa provocano i ponti termici a lungo andare?

Con il passare degli anni, la problematica più dolente è rappresentata dalla formazione di dispersioni termiche certe, ma non solo; nella peggiore delle ipotesi è possibile il verificarsi anche di muffe dovute alla condensazione superficiale (abbiamo visto in precedenza come isolare una parete interna dalla muffa).

Descrizione della strutturaMaggiorazioni percentuali relative alla presenza dei ponti termici
Parete con isolamento dall’esterno (a cappotto) senza aggetti/balconi e ponti termici corretti5%
Parete con isolamento dall’esterno (a cappotto) con aggetti/balconi15%
Parete omogenea in mattoni pieni o in pietra (senza isolante)5%
Parete a cassa vuota con mattoni forati (senza isolante)10%
Parete a cassa vuota con isolamento nell’intercapedine (ponte termico corretto)10%
Parete a cassa vuota con isolamento nell’intercapedine (ponte termico non corretto)20%
Pannello prefabbricato in calcestruzzo con pannello isolante all’interno30%

Calcolo Ponti Termici: quale normativa seguire

Da alcuni anni esiste una precisa normativa relativa al calcolo dei ponti termici, ossia la norma UNI TS 11300-1:2014. Questo regolamento specifica nella fattispecie due differenti modalità di calcolo di un ponte termico, ossia:

  • Calcolo numerico. Si tratta della modalità più efficace, è sufficiente servirsi di un software di analisi che consente di disegnare ponti termici di differente tipologia e forma, oltre che di trovare il valore di importanti parametri, quali la trasmittanza termica lineica, il coefficiente di accoppiamento termico, o il flusso termico. Questa modalità di calcolo, consente la valutazione di un ponte termico che permette anche l’analisi di infinite combinazioni e situazioni che un professionista può trovarsi di fronte. Il calcolo numerico si realizza sulla base della UNI EN ISO 10211:2008.
  • Calcolo basato su un Atlante di ponti termici. Definito dalla UNI EN ISO 14683:2008. Questo calcolo considera delle combinazioni di risultati ottenuti dallo studio di ponti termici particolarmente frequenti. Questo calcolo consente di valutare la trasmittanza termica lineare (una grandezza che descrive l’influenza del ponte termico lineare sul flusso termico totale) considerando parametri come la lunghezza, lo spessore o la conduttività di un materiale. Bisogna dire che questa tipologia di calcolo di un ponte termico ha la problematica di basarsi solo su situazioni ben predefinite e schematiche, e danno una validità che è assimilabile all’interno di un range, quindi non certamente precisa al 100%.

Correzione di un ponte termico: cosa è necessario sapere

L’eliminazione completa di un ponte termico è impossibile da realizzare, l’approccio migliore è quello di mettere in atto i rimedi che possono attenuare l’effetto di un ponte termico.

Realizzare un cappotto termico dall’esterno (con spessori adeguati alla zona climatica) consente di attenuare gli effetti negativi e nella maggior parte dei casi di eliminare il problema dovuto agli inestetismi della condensazione.

(Abbiamo usato il termine “nella maggior parte dei casi” in quanto nella nostra esperienza lavorativa ci siamo trovati di fronte anche a casi di abitazioni perfettamente coibentate con cappotti termici esterni di adeguato spessore -10-12 cm di pannello- con problemi di condensa interna!)

Un altro approccio spesso vincente nell’attenuazione del ponte termico è rappresentata dall’impiego di pitture termiche (date a più mani secondo quanto previsto dal manuale applicativo) che consentono di recuperare un minimo gap termico rispetto alla situazione antecedente.

Sicuramente consigliabile soprattutto laddove le problematiche del ponte termico sono molteplici e dovute a condensazione è l’istallazione di una vmc (ventilazione meccanizzata controllata) in grado di gestire il problema abbassando l’umidità interna responsabile quanto la bassa temperatura delle superfici fredde del fenomeno di condensa e muffa.

Riduzione dei punti termici ed isolamento termico

L’isolamento termico della casa risulta il sistema migliore per migliorare l’efficienza termica di un’abitazione.

Una casa senza coibentazione è una casa che consuma in modo indiscriminato e insensato energia preziosa.

Come abbiamo avuto modo di parlarne frequentemente,  tre sono le tecniche che si possono impiegare per isolare una casa:

L’installazione di un cappotto termico esterno come vediamo dalla tabella significa abbassare al minimo le percentuali dei ponti termici, che sono pur presenti per i chiodi di fissaggio e per gli spazi tra pannello e pannello non perfettamente serrati  (by-pass termico), nonché per eventuali attacchi per tende, scuretti , davanzali passanti ecc.

Con il cappotto termico si abbattono i ponti termici più evidenti (travi e pilastri) con una percentuale di ponti termici rimanenti da un minimo del 5% (per abitazioni che non hanno aggetti/balconi) fino ad un massimo del 15% (per case che hanno balconi) oltre naturalmente ai piccoli ponti termici.

Con l’insufflaggio delle pareti (riempimento con isolanti termici del muro a cassa vuota o intercapedine – approfondimento sull’insufflaggio qua) si va a sanare termicamente il muro vuoto ma rispetto ai ponti termici importanti (travi e pilastri) non sempre questo è possibile. Non tutte le strutture in c.a. (cemento armato) sono uguali e ogni abitazione andrebbe studiata a se stante. Ci sono travi che non essendo abbassate rispetto al solaio (filo-muro)  non costituiscono un ponte termico che preoccupa. Ci sono pilastri che sono presi nelle intercapedini e in questi casi l’isolante (soprattutto se fluido) riesce a mettersi davanti al pilastro. Nella malaugurata ipotesi in cui travi e pilastri siano filo-muro (cioè senza un vuoto davanti da poter riempire) ci sono diverse opportunità per far fronte a questi ponti termici: isolare travi e pilastri con sistemi a cappotto esterno o interno  oppure con prodotti isolanti a bassissimo spessore e ad altissimo rendimento termico, fermo restando che una ventilazione manuale o meccanizzata consentono di eludere le problematiche estetiche.

Le tinte termiche costituiscono un valido supporto all’isolamento termico ma non vanno a sostituire la coibentazione.

Il cappotto interno è l’ultima delle ipotesi in ordine di importanza che si prende in considerazione solo se le prime due ipotesi non sono percorribili. Isolare una casa dall’interno infatti significa in primis avere un rendimento termico inferiore rispetto agli altri sistemi di isolamento ( esterno e in intercapedine) e significa anche perdere spazio interno e soprattutto possibile formazione di condensa tra pannello e muro !

Da quanto esposto è possibile vedere come la percentuale dei ponti termici presenti in una casa sia davvero mediamente molto bassa e in ogni caso va valutata caso per caso e scegliere di non isolare una casa perché rimangono dei ponti termici è senza dubbio una scelta oggettivamente sbagliata!!!

La scelta più intelligente è quella agire per “step”

1-  Isolare la casa con il sistema più idoneo alla situazione (se la casa ha una intercapedine superiore ai 5 cm l’insufflaggio da preferire alle altre tecniche di coibentazione)

2- Dotarsi di un igrometro in casa così da gestire autonomamente l’umidità interna responsabile della condensa (e aprire le finestre quando l’igrometro misura un valore superiore al 65%) oppure ricorrere alla vmc

Affidarsi a persone competenti e qualificate è sempre un buon consiglio che Coibentarecasa.it dà a tutti coloro che si avvicinano al mondo della coibentazione!