Classe energetica casa: come possiamo migliorarla

Classificazione energetica: cosa intendiamo con questo termine 

La classificazione energetica di casa, ovverosia quella etichetta che identifica con una lettera i consumi energetici della nostra casa, è oramai un argomento noto a tutti noi.

Possiamo dire che è molto simile alla classificazione che viene utilizzata per giudicare i consumi degli elettrodomestici.

Come si può vedere nell’immagine riportata, le classi di efficienza energetica degli edifici possono essere facilmente sintetizzabili attraverso una semplice distinzione tra lettere dell’alfabeto, anche se dietro si nasconde un’analisi precisa di quella che è la prestazione energetica globale dell’edificio.

Le case in classe A sono particolarmente ambite, ma è facile abitarci soprattutto se si tratta di nuove costruzioni. In realtà, considerando soprattutto lo stato del patrimonio edilizio italiano, è molto più facile ritrovarsi in una casa in classe energetica E, F, o peggio ancora G.

Di seguito vediamo cosa implica il ritrovarsi in una casa con classe energetica positiva o negativa.

Classe energetica G o classe energetica A4: la differenza è netta!

Non sarà strano essere incappati nel corso degli anni in edifici posti nell’ultimo gradino di questa speciale classifica sulla valutazione della prestazione energetica di un immobile, corrispondente alla lettera G.

La classe energetica G indica una casa i cui costi per riscaldarla, produrre acqua calda sanitaria (e se sono presenti anche i condizionatori per raffrescarla), sono molto alti (anche pari a 10 volte quelli necessari per far funzionare correttamente una casa in classe energetica A).

Una casa in classe energetica G attesta una situazione di efficienza energetica a dir poco scadente.

Detto in parole semplici, si è obbligati a consumare più energia per ottenere gli stessi risultati che si potrebbero avere con una casa in una classe superiore (come ad esempio un uso intensivo dei riscaldamenti o condizionatori per mantenere un elevato livello di benessere termico percepito).

Al contrario, una casa con classe energetica A4, ha dei costi energetici molto bassi, fino al arrivare ai cosiddetti edifici EDZB che di fatto non consumano nulla.

Una casa in classe A è certamente un desiderio per molti, in  particolare la classe energetica A4 equivale ad avere una casa così performante dal punto di vista energetico, che si ottengono risparmi notevoli in bolletta durante il corso dell’anno.

Inoltre, si ha la possibilità di ritrovarsi con un edificio il cui valore di mercato è molto alto, aspetto che in una trattativa di compravendita ci consente di avere il cosiddetto “coltello dalla parte del manico”.

Distinzione in classi di efficienza energetica: da dove nasce

La classificazione energetica degli edifici è arrivata in Italia nel 2009, sulla base di una Direttiva Europea che a sua volta nasceva dall’esigenza di attuare il protocollo di Kyoto.

La distinzione in classi di efficienza energetica è il risultato dell’operazione di Certificazione Energetica che la legge n. 192 del 2005 rendeva, a partire dal 2009, obbligatoria in caso di locazione o vendita di ogni immobile.

La ratio della legge è che chi compra o affitta una casa, deve conoscere prima quelli che sono i suoi consumi energetici, nella stessa maniera in cui sono noti i consumi di un automobile o di un elettrodomestico. Sono quindi 10 anni che si parla di classificazione energetica ed oramai il suo significato è abbastanza noto soprattutto nella fascia di popolazione attiva.

La domanda che spesso ci rivolgono i proprietari di case esistenti è: “come si migliora la classe energetica di casa?”.

In realtà la domanda più corretta sarebbe: ”come posso risparmiare sulle bollette mantenendo lo stesso livello di comfort?”.

E soprattutto tra le nuove generazioni: “come posso inquinare di meno senza rinunciare ad una casa calda d’inverno e fresca d’estate?

Classi energetiche edifici: quali aspetti considerare 

riqualificare un edificio dal punto di vista energeticoFocalizziamo il discorso sugli edifici residenziali quelli cioè destinati a civile abitazione.

La classe energetica di un appartamento dipende da quanta energia questa consuma per soddisfare le esigenze di chi vi abita, come riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria.

Questo consumo dipende da come è stata costruita la casa e da quali impianti vengono utilizzati per produrre calore o raffrescare.

E’ abbastanza intuitivo che se la casa è ben isolata dovrò consumare poco metano per riscaldarla di inverno e avrò bisogno di poca energia per mantenerla fresca d’estate.

E’ altrettanto intuitivo che se ho un impianto vecchio di 20 anni con un rendimento medio stagionale del 58% (cioè solo il 58 % dell’energia che è in grado di darci il metano viene trasformato in calore) sarà ben diverso dall’avere un impianto nuovo con un rendimento medio stagionale del 90% (leggi il nostro approfondimento su come verificare in autonomia se la casa è termicamente coibentata).

I tre aspetti citati di confort, costo e inquinamento sono tutti correlati e contribuiscono al miglioramento delle classi energetiche degli edifici.

Migliorare la classe energetica degli edifici partendo dall’involucro

classe energetica migliorabile dall'involucro di un edificio

In questo paragrafo parleremo soprattutto dell’involucro dell’edificio, rimandando il discorso impianti ad altro articolo.

Se dobbiamo dare delle priorità agli interventi che vogliamo fare per migliorare la classe di efficienza energetica dell’edificio, è facile capire che è inutile avere un impianto in grado di produrre calore al top ed avere poi le pareti (ma anche finestre, soffitti e pavimenti) che disperdono calore a più non posso: sarebbe come cercare di riempire velocemente e completamente con acqua un recipiente forato!

Il primo passo per migliorare la classe energetica di casa è studiare come è fatto l’involucro della casa che è sempre costituito da pareti verticali, infissi, soffitto e pavimento.

Le pareti sono anche dette strutture opache verticali, mentre il pavimento ed il soffitto sono dette superfici opache orizzontali.

Gli infissi sono strutture trasparenti. Per i più fiscali esistono anche i ponti termici che, semplificando, sono delle discontinuità di forma o consistenza tra elementi di un involucro come ad esempio:

  • bordo della finestra e parete;
  • bordo tra parete e parete (angolo rientrante o sporgente);
  • bordo tra parete e solaio.

Miglioramento della classe energetica di casa intervenendo sulla dispersione del calore

Le classi energetiche degli immobili possono essere migliorate isolando opportunamente la casa stessa. Ma da dove dobbiamo partire? Dalla dispersione del calore!

In generale la dispersione del calore in una casa è distribuita in queste percentuali:

dispersioni termiche per la casa

In base a tale percentuali si dovrebbe sempre cominciare ad isolare dal tetto? Si, se abito in un condominio all’ultimo piano o in una casa isolata!

Ma se abito al 6° piano di un edificio di 10 piani? In questo caso la situazione cambia perché il soffitto ed il pavimento “confinano” con ambienti anch’essi riscaldati e quindi attraverso di loro non si disperde. In questo caso le percentuali diventerebbero:

dispersioni

In generale quindi possiamo dire che isolare una casa significa isolare le strutture che confinano con l’esterno o con ambienti non riscaldati (vano scala, autorimesse, sottotetti, etc), un operazione che contribuisce sicuramente al miglioramento delle classi energetiche delle case.

Quindi al 6° piano cosa mi conviene fare: isolare le pareti o cambiare gli infissi? Dipende.

Non esiste una regola che vale sempre; solo lo studio di un tecnico qualificato può indicare con certezza la priorità degli interventi da eseguire in modo da minimizzare la spesa e massimizzare il risultato.

APE classi energetiche

ape classe energetica casa

Questo studio si chiama Certificazione Energetica o Attestato di Prestazione Energetica (in breve APE). In esso viene stabilito il Fabbisogno energetico della casa che scaturisce da come essa è fatta (geometria e materiali). I software utilizzati per l’elaborazione di tali Certificati sono poi in grado di identificare la dispersione dei singoli elementi ed il Tecnico, facendo delle simulazioni, è in grado di definire i miglioramenti conseguibili.

Nell’APE c’è una sezione denominata Interventi Raccomandati, in cui il Tecnico indica gli interventi da poter eseguire, il loro ritorno economico espresso in anni e la nuova classificazione energetica che la casa avrebbe a valle dell’intervento.

Tutti gli interventi proposti godono di forme di detrazione fiscale (Bonus Casa, Ecobonus, Superbonus 110) o contributi a fondo perduto (Conto Termico).

Di seguito un esempio di lista delle raccomandazioni a seguito di elaborazione APE classi energetiche di un appartamento di circa 90 mq in un condominio di 5 piani a Roma, piano rialzato, esposto prevalentemente a SUD-EST, classe energetica E iniziale con (Epgl=177kWh/m2a) ove al primo posto è presente l’isolamento delle pareti esterne.

riqualificazione energetica e ristrutturazione importante

Classificazione energetica edifici isolando le pareti esterne di casa

Le principali soluzioni tecniche presenti nel mercato dell’edilizia sono rappresentate nella seguente tabella con le principali rispettive aree di forza e debolezza:

Nel caso della tabella delle Raccomandazioni sopra esposta, il cliente ha optato per l’isolamento delle pareti esterne tramite la tecnica di insufflaggio con resina ureica espansa ottenendo un miglioramento della classe energetica dalla classe E alla classe C (Epgl=130 kWh/m2a).

Per l’intervento di isolamento con schiume espanse il cliente ha deciso di avvalersi delle detrazioni fiscali del 65% per interventi di Risparmio Energetico (i cosiddetti ECOBONUS) ed è stata quindi aperta una pratica ENEA sul portale dedicato.

Il tecnico che ha aperto la pratica ha poi dovuto certificare, attraverso una Asseverazione, che la trasmittanza della parete dopo l’intervento fosse inferiore a quanto previsto dalla Tabella 2 del D.M. del 26/01/2010:

tabella con valori limite della trasmittanza

Il valore limite dipende dalla zona climatica in cui si trova ubicato l’immobile e nel ns  esempio poiché Roma si trova nella zona climatica D, il valore limite è di 0.29 W/m2K.

Le zone climatiche sono aree in cui è stato suddiviso il territorio italiano e che hanno sommariamente lo stesso clima. E’ una suddivisione attuata a seguito dell’entrata in vigore della legge n.10/91 il cui scopo era, tra gli altri, disciplinare i periodi di accensione degli impianti termici. Tale suddivisione è stata eseguita con la metodologia dei gradi-giorno.

Con gradi-giorno di una località si intende la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura degli ambienti interni (convenzionalmente fissata a 20°C) e la temperatura media esterna giornaliera. Quindi più elevato è il suo valore e più ci troviamo in una zona fredda.

zone climatiche in italia

La parete era costituita da una muratura a cassa vuota dello spessore totale di 45 cm ed una intercapedine di 160 mm, classica parete di immobili costruiti dagli anni ‘50 agli anni ‘80.

Analisi della trasmittanza della parete

Adesso analizziamo la trasmittanza della parete, un altro elemento importante nella ricerca del miglioramento della classe energetica di casa. Si tratta di un numero che indica, in condizioni termiche standard, quanto calore passa attraverso la parete stessa. Questo numero può essere calcolato una volta nota la stratigrafia della parete.

stratigrafia di una struttura abitativaLa trasmittanza della parete ante operam era di 0.966 W/m2K.

E’ stato eseguito l’insufflaggio di resina ureica espansa nella parte che ha una conducibilità lD 0.031 W/mK.

La trasmittanza della parete post operam, cioè una volta insufflata la resina ureica, è diventata 0.233 W/m2K.

Grazie quindi alla sola riduzione della dispersione delle pareti esterne dell’appartamento del 75.8 % (da 0.966 a 0.233 W/m2K) la casa ha migliorato di due classi energetiche la propria prestazione energetica passando dalla classe energetica E alla classe energetica C.

Tutto questo è stato certificato dal Tecnico che ha elaborato l’Attestato di Prestazione Energetica a valle dell’intervento di insufflaggio eseguito, ed è stato possibile quindi accedere all’ECOBONUS grazie al quale l’intervento si ripagherà da solo in 4-5 anni al massimo.

Il cliente potrà mantenere lo stesso confort in casa spendendo molto di meno e, bruciando meno metano, contribuirà ad una riduzione della produzione di CO2.

Ma i vantaggi non finiscono qui, infatti grazie a questo intervento la sua casa ha migliorato la sua classe energetica e si è anche rivalutata.

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